Impaginazione professionale

Ovvero, fare un magazine cosa significa?

La grafica editoriale è un comparto del graphic design incredibilmente peculiare e presenta terminologie e strumenti di lavoro caratteristici. Spesso sono necessari diversi consulenti esperti (il consulente grafico, il giornalista o il copywriter, il direttore editoriale) per creare una rivista cartacea. Il lavoro di questi professionisti dell’editoria avviene presso una redazione oppure online.

Periodici online

Considerando la grande diffusione di mezzi per la fruizione online di magazine è impossibile non pensare ad una redazione composta anche da esperti in campo web (web designer, esperti SEO, sviluppatori, social media manager, marketer) per creare una rivista digitale munita di un efficace sito web a supporto.

Avendo lavorato un decennio in campo editoriale ho potuto personalmente usufruire della consuetudine radicata nelle piccole redazioni che spesso optano per la formazione a 360 gradi di un consulente freelance (in genere il grafico impaginatore). Il consulente grafico potrà così partecipare a qualsiasi fase del processo della realizzazione del magazine, partendo dal cartaceo fino ad arrivare all’edizione digitale e alla sua diffusione su social, aggregatori di magazine (come Issu.com).

Ho potuto notare che avvalersi della consulenza di un professionista completo, rende la lavorazione più snella, permette di risparmiare budget e di ottenere un prodotto supervisionato da un responsabile di lavorazione affidabile.

I vantaggi all’editoria: perché creare un prodotto editoriale?

I periodici italiani ottengono ingenti incentivi statali, recentemente è stata varata una proposta destinata all’anno 2018, ideata al fine di sostenere il comparto dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale.

Il Bonus Pubblicità 2018

La manovra prevede credito d’imposta a vantaggio di imprese e professionisti per campagne pubblicitarie effettuate su quotidiani, periodici nazionali e locali, emittenti televisive e radiofoniche.

Include anche un bando annuale per l’attribuzione di sovvenzioni alle imprese editrici di nuova istituzione per sostenere la realizzazione di progetti innovativi.

Per approfondire i vantaggi e le specifiche del Bonus Pubblicità 2018 è possibile leggere un articolo dedicato all’argomento a questo link.

Il regime IVA agevolato per i prodotti editoriali cartacei

Oltre al Bonus Pubblicità introdotto per il 2018, i prodotti editoriali mantengono un regime IVA agevolato con aliquota ridotta al 4%, essendo da sempre equiparati al pari di un prodotto di prima necessità (come il pane, per intenderci). Maggiori informazioni riguardo l’aliquota agevolata dei prodotti editoriali cartacei a questo link, per approfondire invece il tema dell’aliquota ridotta sui prodotti editoriali digitali si consiglia la lettura di questo articolo.

Le sovvenzioni dirette e indirette

I prodotti editoriali nazionali possono inoltre usufruire di sovvenzioni statali dirette o indirette. Ad esempio, nel 2014 le testate giornalistiche che hanno ricevuto fondi dallo Stato sono state 46, per una spesa pubblica di 30 milioni e 700mila euro. Questi fondi vengono erogati in parte utilizzando il Canone RAI e sono stati oggetto di grandi diatribe politiche (per approfondire, consiglio di leggere la top ten dell’anno 2014 pubblicata sul blog di Beppe Grillo).

Finanziamenti pubblici all’editoria anno 2016

Grafica editoriale: periodico vs internet

Per quanto riguarda i finanziamenti pubblici, nel 2018 verrà fortemente incentivato il passaggio al digitale: infatti potranno ricevere il finanziamento solo le società che pubblicheranno un’edizione digitale del loro periodico (oltre a quella cartacea).

Per approfondire la notizia, consiglio di leggere questo articolo del Post.

I numeri parlano chiaro: affiancare un periodico online al magazine cartaceo è indispensabile da diversi anni in Italia. Molti periodici possiedono app dedicate, che consentono all’utente di sottoscrivere un abbonamento digitale comodamente dal proprio divano oppure, le più evolute, utilizzano tecnologie come la realtà aumentata per donare ai propri lettori esperienze di fruizione innovative e  sorprendenti.

Periodici, cosa sono?

Per capire cosa significa periodici è necessario innanzitutto comprendere le tempistiche di uscita in stampa di questo prodotto editoriale.
Esistono diverse tipologie di periodico. Vediamole tutte:

  • quotidiano, con uscita giornaliera
  • trisettimanale, con 3 uscite a settimana
  • bisettimanale, con 2 uscite a settimana
  • settimanale, con uscita settimanale singola in un giorno prefissato
  • quattordicinale, con uscita ogni 14 giorni
  • quindicinale o bimensile, con 2 uscite al mese
  • mensile, con una singola uscita a cadenza mensile
  • bimestrale, con uscita ogni 2 mesi
  • trimestrale, con uscita ogni 3 mesi
  • semestrale, con uscita ogni 6 mesi
  • annuale, con uscita singola ogni anno.

Come fare una rivista: tipologie di rilegatura

La modalità con cui viene rilegata la rivista varia a seconda di diversi fattori (in primis lo spessore della pubblicazione). Eccone alcuni (invito ad approfondire l’argomento consultando il blog di un mio fornitore, Pixartprinting):

  • punto metallico (dorso da mm. 0 a 4mm), adatta a riviste con carta dalla bassa grammatura e contenute nel numero delle pagine;
  • brossura grecata e fresata, detta anche a colla (dorso almeno di 4mm), ottima per prodotti caratterizzati da maggiore qualità rispetto alla precedente;
  • spirale metallica (dorso almeno di 4mm) questo tipo di rilegatura è in grado di sopportare carte con alte grammature ed è perfetta per agende e calendari, schede prodotto, menù ecc.;
  • brossura cucita filo refe (con dorso da minimo 3.5mm in poi), la rilegatura più costosa e più bella in assoluto, adatta a prodotti di altissima qualità.

Come fare una rivista: la carta e la resa del colore

Gli argomenti colore e carta, come ogni buon grafico editoriale saprà a menadito, sono strettamente annessi.
E’ sufficiente mettere a confronto un giornale da rotocalco con un magazine per notare subito che la tipologia di carta impiegata è diversa e offre una resa molto dissimile per quanto riguarda colori e qualità di stampa.
Dimensione (gli standard per le riviste sono 15×21, 16.5×24, 21×29.7 o A4, 23×33), grammatura (peso del singolo foglio che ne definisce anche lo spessore, misurato in grammi per metro quadro) e finitura (ovvero verniciatura o patinatura applicate alla carta per arricchire le varietà estetiche) sono i tre elementi che definiscono la qualità della carta impiegata.
Ecco due diverse qualità di carta che possono essere impiegate per realizzare un prodotto editoriale.

  • Carta uso mano e da edizione: assorbe molto inchiostro perché non subisce trattamenti di alcun genere ed è perfetta per pubblicazioni editoriali, manuali tecnici d’uso, brossure, agende o block notes. Minore sarà la grammatura, minori saranno i costi di stampa e la resa qualitativa finale;
  • Carta patinata: carta che ha subito il trattamento di applicazione di una patina in superficie. Può essere lucida oppure opaca/matt (i differenti gradi di patinatura vengono misurati in gloss) o ancora satinata (tipologia di carta patinata che offre contrasti attenuati). E’ una carta eccellente per riviste, libri fotografici, cataloghi e dépliant.

Colori per la stampa

Ovvero, qual è la differenza tra CMYK e RGB?

  • CMYK: questo acronimo racchiude le iniziali dei quattro colori (quadricromia) che vengono utilizzati in fase di stampa (ovvero Cyan, Magenta, Yellow, Key black);
  • RGB: invece significa Red Green Blue ed è un modello additivo che si utilizza in caso di produzione di immagini da fruire su schermo.
    Esistono diversi modelli di colore, invito ad approfondire l’argomento a questo link e a scoprire i modelli HSB e LAB qui.

Il lavoro del grafico editoriale

Ho collaborato personalmente un decennio come consulente grafico editoriale per bisettimanali, quattordicinali, mensili e bimestrali (dal magazine immobiliare al giornale di annunci economici fino ad arrivare alle riviste sportive), riscontrando un ambiente lavorativo piuttosto frenetico e caotico, fatto di consegne all’ultimo minuto e di orari sfiancanti.
Il grafico editoriale lavora fino alla consegna dell’esecutivo di stampa, dialoga con i clienti della concessionaria di pubblicità, con il tipografo e con i tecnici informatici, è sottoposto a tempistiche strettissime, spesso privo di un supporto organico, a volte dotato di dispositivi datati e obsoleti… una specie di maratona, insomma, che spesso va a discapito della qualità del prodotto editoriale finito. Tra le mie esperienze annovero l’invio in stampa di una doppia edizione di un bisettimanale pubblicitario composto da 120 pagine + inserto, in solitaria, prodotto in sole 20 ore lavorative distribuite in 2 giornate (di cui la maggior parte spese nella composizione delle numerosissime pubblicità e una parte nell’impaginazione editoriale).
Ritmi da cardiopalma che sconsiglio ai grafici pubblicitari meno dotati di pazienza perché molti clienti desiderano modificare le pubblicità prima di vederle stampate (in gergo “ok, si stampi”), alcuni invece sbagliano ad inviare il materiale o non lo inviano affatto (modificando costantemente e in tempo reale gli ottavi che andranno a comporre il giornale), sono necessarie velocità di esecuzione, ottime doti tecniche e di sintesi, una grande metodica e capacità di concentrazione ad altissimo livello per evitare errori e seguire senza problemi tutta la filiera di stampa.

Come impaginare una rivista

Ogni rivista è un mondo a sé, ma vedremo che alcuni elementi accomunano tutta la produzione stampata.

I componenti essenziali di un magazine

La copertina: i numeri riportati nelle copertine dei periodici

Ogni copertina deve riportare alcuni dati obbligatori per legge, tra cui ovviamente il titolo e il numero dell’edizione, in formato progressivo insieme all’anno di pubblicazione, la tipologia di periodico e in alcuni casi (quando il prodotto editoriale è commercializzato) un codice a barre che riporta i dati dei periodici in edicola in modo che un lettore bar code possa facilmente registrarne l’acquisto.
Questo processo è fondamentale, in quanto edicolanti e distributori dovranno registrare il numero di copie vendute e il numero dei resi con facilità.

Composizione del bar code di un periodico

Il bar code del periodico o del libro in brossura è in formato EAN13 + ADD ON 5 ed è la composizione del codice ISSN (International standard Serial Numbers), ovvero il numero di registrazione della testata editoriale + l’anno e il numero di uscita per le ultime 5 (come da immagine allegata).

Molte aziende propongono di realizzare bar code a pagamento per società editoriali, ma personalmente ho sempre preferito far risparmiare i miei Clienti utilizzando un tool gratuito a questo link senza avere alcun problema (facendo sempre attenzione al corretto assemblaggio del codice da parte degli eventuali collaboratori).

La cellophanatura del prodotto editoriale rende il magazine più facilmente fruibile (nel caso sia distribuito gratuitamente nei cestelli) e in genere è offerta da tipografie che si occupano anche di postalizzazione per abbonamenti.

Cos’è il colophon?

Il colophon è, in genere, la lista di tutte le professionalità impiegate nella produzione di un giornale e si trova sfogliando le prime pagine di un magazine. E’ obbligatorio per legge e rende noto il nome del direttore editoriale, l’indirizzo della redazione e diversi altri dati obbligatori per legge (numero ROC e dichiarazione di copyright, ecc.).

Ma, attenzione! Il consulente grafico editoriale non sempre comparirà nella lista, in quanto a sua volta è spesso impiegato presso una concessionaria di pubblicità. Per il collaboratore grafico al momento della firma del contratto di consulenza è conveniente richiedere di apparire nel colophon, in modo da lasciar traccia del proprio contributo.

Elementi tecnici: i software necessari alla produzione di una rivista

Per produrre un magazine è necessario conoscere molto bene almeno due software, Adobe Indesign e Photoshop. Ho personalmente lavorato molti anni anche con QuarkXpress (software per l’impaginazione ormai caduto praticamente in disuso a discapito della Suite Adobe).

Naturalmente, nel caso si lavori presso una piccola redazione, sarà necessario saper usare anche Adobe Illustrator per eseguire uno studio del logo veloce e creare logotipi e marchi o ancora per ricostruire parte del materiale che verrà inviato dal cliente (in ritardo, in JPG a bassa risoluzione, scansionato male, fotografato da un volantino o altre amenità simili).

Prossimamente vorrei aggiungere ai vari argomenti trattati anche:

  • impaginazione editoriale: cosa sono i trentaduesimi, i sedicesimi, gli ottavi e i quartini? Parliamo di imposizione tipografica
  • il prodotto editoriale autocopertinato
  • le pagine romane
  • la doppia pagina
  • come velocizzare la produzione editoriale: gli automatismi e internet (autopubblicazione)
  • cos’è il menabò?
  • cosa sono i riempitivi e come si utilizzano
  • come creare una rivista online
  • come creare una rivista online gratis
  • pubblicazione online gratuita: l’elenco di aggregatori di magazine
  • il restyling grafico della rivista: cosa considerare per realizzarne uno vincente? Caso studio di restyling sul magazine immobiliare Attico
  • il consulente grafico online può collaborare alla realizzazione di una rivista da remoto?

Quali di questi argomenti possono incuriosirti maggiormente? Hai qualche domanda da porre riguardo la grafica editoriale? Scrivi un commento e approfondirò con piacere!

 

Grafica editoriale, cos’è?

38 pensieri su “Grafica editoriale, cos’è?

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